Partenza con strascico d’estate… e prospettive di pioggia

E via!
La comitiva di Bicipace e Legambiente diretta ad Assisi è partita stamane da Rho (i meno… fortunati si sono però sciroppati ben 128 km dalla Valle Olona) per raggiungere nel pomeriggio, in una calura ormai fuori stagione, il piccolo centro piacentino di Gragnano Trebbiense, dove il comune, sindaco in testa, darà ospitalità alla ventina di pedalatori-pacifisti venuti dall’Asse Sempione.
Obiettivo Marcia della Pace, già con qualche preocupazione per il meteo, che se oggi ha riservato un sole a martello domani, per la tappa che in un centinaio abbondante di chilometri condurrà a Guastalla, promette pioggia fitta e fredda.
Primo dovere di un cronista è la verità: chi scrive alla partenza da Rho non c’era, ma è al volante dell’”auto-appoggio” per i “bustocchi”. Permettendo con ciò di portare i bagagli e raggiungere i compagni di viaggio nelle varie… semitappe: quest’oggi Villanterio, paese della Bassa lodigiana, per un’appetitosa merenda a base di robusti panini con affettati e formaggi; e Castel San Giovanni, piacevole cittadina emiliana al confine con l’Oltrepò lombardo, dove si è rimediato anche ad un piccolo incidente meccanico ad una delle biciclette. Piatto – salvo cavalcavia – il percorso, che dalla zona dei fontanili, tra Milano e Magenta, è sceso verso la fertile Bassa, punteggiata di campi e rogge e di antichi centri agricoli, oggi spesso paesi-dormitorio per il pendolariato milanese, oggi addormentati sotto un sole quasi africano che li affocava (massima 31 gradi). Giù giù lungo la statale della Val Tidone, fino al lungo ponte su un Po insolitamente “in forma” e ricco d’acqua. Lasciando ad altri più titolati riti con ampolle e sacri giuramenti, ci siamo contentati di ammirare e fotografare il grande fiume, “figlio” del Monviso e di tutti gli affluenti che rigano Piemonte, Lombardia ed Emilia.
I chilometri pur numerosi non si sono fatti troppo sentire, benchè l’età media del gruppo sia oltre gli “anta”; il diavolo, si sa, non è mai brutto come lo si dipinge (come da ultime parole famose del mitico ragionier Filini!) Si attende con appetito la cena, tipicamente emiliana, per rifarsi delle energie spese. E si incrociano le dita sperando di evitare una lavata l’indomani (ma mentre scriviamo, si sta già alzando un vento preoccupante!)

Saltabeccando 74

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