In bici per la pace: verso il cuore verde d’Italia

Tappa di montagna prima e collina poi tra Pennabilli e Gubbio, Romagna e Umbria, attraverso l’interno delle Marche. Partenza impegnativa, subito in salita ripida, e arrivo sereno, in discesa con vista sulle verdi distese dell’Umbria, nel cuore d’Italia. Il gruppo di Bicipace e Legambiente che dall’hinterland e dall’Alto Milanese sta raggiungendo Assisi per la Marcia della Pace ha potuto profittare oggi di strade generalmente non molto trafficate, cosa sempre gradita per chi pedala e non vuole essere affumicato o messo a rischio durante un’attività già faticosa di suo.
Salitissima subito, dalla porta dell’ostello di Pennabili, dopo la debita ed energetica colazione, sono stati sette chilometri di quelli tosti per arrivare alla cantoniera del Carpegna, quota mille e spiccioli; asperità non da poco e subito gruppo disgregato dalle pendenze, per poi ricompattarsi in cima. In testa ovviamente i “prof” del pedale come Simone: non c’è da meravigliarsi. Si sono distinti anche i “vanzaghellesi” (in realtà, due sono bustocchi), aggregatisi giusto ieri al gruppo: pur non più giovanissimi, ma sempre assai validi, già soprannominati “l’avanguardia gialla” dal colore delle magliette.
Dopo il Carpegna, “mangia e bevi”, ossia saliscendi, in gergo ciclistico, fra contropendenze ripide, soprattutto verso il paese di Peglio, per poi “picchiare” su Urbania, gradevole centro sul Metauro, di origine medievale. Queste sono le terre del Montefeltro, antico ducato con signori propri, tra cui il famoso Federico, condottiero e mecenate, immortalato di profilo da Piero della Francesca. La sua capitale era Urbino, a poca distanza da qui: ma i nostri ciclisti non hanno ptuto raggiungere la bellissima città, vero vanto dello “stile italiano” nel vivere, resa ancora più fresca dalla presenza di tanti giovani per l’università. Da Urbania i nostri ciclisti si sono spinti a sud, incontro al caldo sole (e fin a un po’ d’afa) passati. Poi Acqualagna, il paese natale di Enrico Mattei, rifondatore dell’Agip e motore primo dell’Eni fino al misterioso assassinio (?); e Cagli, capitale del tartufo, in lotta accanita per il titolo con la piemontese Alba. A Cagli ci si è fermati per pranzare, il gruppo è giunto a spezzoni all’appuntamento col pullmino “alimentare” su cui non mancano mai pane, affettati e formaggio di giornata; poi via lungo la vecchia Flaminia, poco battuta. Qui il gruppo si è diviso, e chi ancora ne aveva è salito serpeggiando fra belle viste nel verde alla Madonna della Cima, quota 777, per piombare su Gubbio, un’altra parte si è sciroppata una pericolosa galleria sulla statale nuova.
Gubbio è bellissima, a parere di tutti: con monumenti medievali ma anche resti antichissimi (il teatro romano, tra i più vasti esistenti), perchè questa è la città in cuoi sono state scoperti i più antichi testi italici, le Tavole Eugubine in lingua umbra antica, affine al latino, in cui già si citava “Ikuvium”. Pietre grigie, viuzze strette, architetture di impronta “gotica” caratterizzano il borgo medievale; la vista dalla piazza principale sulla verdissima vallata che si perde in lontananza nell’azzurro vale da sola una visita. Unica cosa negativa, Gubbio è invasa di auto: non c’è zona pedonalizzata, e anche in centro se ne trovano che scorrazzano per le viuzze impestando pedoni e ciclisti con i gas di scarico. Gli ambientalisti, ovviamente, storcono il naso.
La ciclo-comitiva è stasera ospite presso il locale convento delle suore, in posizione pregevolmente panoramica. E dopo 104 kme più di mille metri di dislivello, una buona cena, autogestita data la disponibilità di una cucina, è il modo migliore di chiudere una giornata impegnativa, mentre la sera cala e l’aria si fa un po’ frizzante. Guardando serenamente a domani, quando una tappa più breve portarà i nostri amici a due ruote direttamente ad Assisi, al cospetto del Santo e della sua basilica… bipiano.

Verso la Perugia-Assisi: e venne finalmente la montagna….

Prime asperità per la spedizione ciclistica degli amici di Bicipace e Legambiente, dal Nordovest lombardo (Rho, Busto Arsizio, Valle Olona) ad Assisi, ( nella foto però, una foto della tappa a Ferrara…). Dopo la tappa di Cesena, che ha avuto per unici ostacoli il vento e il traffico pesante oggi la strada si è subito impennata e i nostri si sono immersi in paesaggi sereni e ariosi, ben lontani dalla frenesia della via Emilia o delle grandi capitali del divertimento estivo intorno a Rimini. Ci si è dovuti mettere “en danceuse”, come dicono i francesi, in piedi a spingere sui pedali, per avere ragione di strappi maligni, con pendenza che, riporta l’amico Simone, raggiungevano persino il 18%: sempre su strade provinciali o comunque secondarie, con scarso traffico e bei panorami di poggi ancora verdissimi, di frutteti, campicelli di mais in via di raccolta, arature recenti, boschi baciati dal sole che, stavolta senza vento, ha salutato una giornata ideale per l’esercizio fisico all’aria aperta.
Numerose salite e discese, come numerosi sono stti i borghi attraversati nei 75 tosti chilometri di oggi: tra questi hanno colpito i nostri pedalatori Monteleone, Sant’Agata, ma anche Petrella Guidi dove una targa ricorda il grande regista Federico Fellini e la moglie Giulietta Masina, compagna d’arte e di vita. Terre per cuori sensibili, come quello pieno di fantasia e miti di Fellini, o quello setimentale e lirico di Giovanni Pascoli, poeta degli affetti familiari e dell’intimità nell’Italietta giolittiana che si affacciava al mondo. Ma queste sono anche le strade, almeno nei primi chilometri di oggi, della Nove Colli, la famosa ciclomaratona di granfondo che attrae migliaia di partecipanti ogni anno.
Pausa pranzo presso un colle già teatro più volte di passaggi del Giro d’Italia, poi giù per la Valmarecchia, dove si trovano gli unici Comuni d’Italia recentemente riusciti nell’impresa di cambiare regione. Infatti l’alta valle faceva parte delle Marche, ma, esperiti tutti i vari passaggi burocratici e politici, con non poco dispiacere di Ancona è saltata sul carro di Bologna. Scelta logica, tanto più che la gente, da queste parti, è assolutamente romagnola per lingua… e ospitalità (senza nulla togliere a quella, eccellente, dei marchigiani, giustamente orgogliosi della loro terra).
Il gruppo dei bicipacifisti si sfilacciava, severamente selezionato da rampe tipo garage fra panorami da quadro rinascimentale, classicamente italiani, dominati dalle rocche arcigne di San Leo, antica prigione papalina (“un sol Pèpa, un sol Dè, un sol Fort d’ san Lè” dicevano i romagnoli) e San Marino. Mal di gambe? No grazie: tutti in grande forma dopo le tappe di pianura, “preparazione” eccellente. Salita finale a Pennabilli dove l’ostello, moderno e accogliente, attendeva la comitiva per un riposo più che mai necessario.

Anche perchè domani si sale ancora, e non poco: c’è da valicare subito il Carpegna, a quota mille metri. Poi si attraverseranno le Marche, fra i colli del Montefeltro, storico ducato, per approdare infine a Gubbio, porta dell’Umbria. E per prepararsi, non c’è di meglio che cenare: a a suon di tortellini, tagliatelle e arrosti. Carboidrati e proteine che domani serviranno, annaffiati ovviamente dal Sangiovese, che fa buon sangue. Da aggiungere infine che in giornata sono arrivati da Vanzaghello quattro nuovi “moschettieri” del pedale, a rinforzare la pattuglia “Busto e dintorni”.

Bicipace alla Perugia – Assisi: in sella!

Cari Bicipacifisti,  come preannunciato…si parte!

Bicipace 2011 @rosybattaglia

In occasione della Marcia della Pace (www.perlapace.it) , manifestazione ormai cinquantenaria che si terrà come domenica 25 settembre prossimo con arrivo nella splendida cittadina umbra patria del Santo più amato dagli italiani, Bicipace (http://bicipace.org)  e Legambiente, con la collaborazione di Bicincittà, Ciclobby onlus e Coordinamento milanese “Pace in comune” organizzano una “ciclospedizione” che in una settimana  raggiungerà Bastia Umbra, sede di partenza della Marcia che anche quest’anno richiamerà migliaia e migliaia di partecipanti.

Con questa avventura a due ruote il coordinamento Bicipace, composto da diverse associazioni presenti sul territorio altomilanese (da quelle ambientaliste a quelle a vocazione sociale), intende non solo onorare gli alti ideali della non-violenza e dell’ambientalismo, ma anche il proprio trentennale. L’anno prossimo saranno infatti trent’anni dalla nascita di Bicipace, che ogni anno nel mese di giugno chiama a raccolta da tutta la zona dell’Asse Sempione un gran numero di ciclisti della domenica e non per un festoso ritrovo presso la Colonia Elioterapica di Turbigo, a due passi dal Ticino.

Il percorso per i ciclisti

Il “pellegrinaggio laico” dei ciclisti sarà accompagnato da un’auto e un furgoncino come mezzi d’appoggio e trasporto bagagli. Cinque saranno i pedalatori che si muoveranno dalla Valle Olona e dintorni (Marnate, Olgiate, Castellanza, Busto Arsizio) per raggiungere la piazza del Municipio di Rho (MI) e lì unirsi a un folto gruppo di amici che percorrerà più di 600 chilometri verso la meta. Il viaggio verrà documentato da foto e post pubblicati in tempo reale sul nostro sito http://bicipace.org

Di seguito le tappe:                                                  

-sabato 17/9  Rho-Gragnano Trebbiense (PC) Km  90

-domenica 18/9 Gragnano-Guastalla (PR) Km 103

-lunedì 19/9 Guastalla-Ferrara Km   90

-martedì 20/9 Ferrara-Cesena  Km   80

-mercoledì 21/9 Cesena-Pennabilli Km 70

-giovedì 22-9 Pennabilli-Gubbio        Km  90

-venerdì 23/9 Gubbio-Perugia (Bastia Umbra)   Km 54

-sabato 24/9 Bastia Umbra.

Allora che aspettate?

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