“Contarsi, conoscersi, legarsi”. Restiamo umani con Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement,  è stato rapito il 13 aprile 2011, attirato in una trappola da persone che conosceva e ucciso il 15 aprile, dopo che il governo di Gaza aveva rifiutato lo scambio con un esponente salafita detenuto.

Un anno è passato e tanti di noi lo ricorderanno oggi nelle piazze di Bulciago, Milano, Roma, Gaza e Ramallah.

Per chi non lo conosceva, per chi vuole ricordarlo insieme a noi, inviatiamo a leggere lo speciale pubblicato da E-mensile, dove troverete testimonianze, ricordi e i suoi articoli dalla striscia di Gaza.

Ma c’è un altro progetto, molto importante, che anche Bicipace ha deciso di sostenere.

Si chiama “Restiamo Umani, the reading movie” e grazie al contributo di tanti (e alla piattaforma di Produzioni dal Basso)  prenderà la luce tra pochi mesi, entro luglio.

Così le  parole di Vik e la testimonianza del suo impegno continueranno a girare, difforndersi e contagiare chi non conosce ancora la via della Pace.  E sarà l’occasione per “contarsi, conoscersi, legarsi”.

Anche per chi non ha ancora fatto i conti con l’unica famiglia a cui apparteniamo. “Quella umana”.

NB. Grazie a Vauro per questa bellissima vignetta.

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“Restiamo umani”: Bicipace si unisce al dolore dei familiari e degli amici di Vittorio Arrigoni

Proprio l’anno scorso, al Circolone di Legnano, avevamo letto le sue parole da “Restiamo umani“. E’ stato ucciso stanotte Vittorio Arrigoni, volontario di pace in Palestina. Nel video  (ringraziamo Marco Travaglio e la rete)  le sue parole, la sua vita, il senso del suo lavoro.

Bicipace si unisce al dolore dei suoi familiari e di tutti gli amici.  Per farlo riporta le parole di Alfredo Tradardi tratte da Palestina News – voce di ISM Italia (International Solidarity Movement)   http://www.ism-italia.org , compagno di Vittorio.

Sono stato chiamato poco fa dagli Stati Uniti, da un giornalista della CNN con il quale avevo avuto un lungo colloquio in precedenza, che mi ha comunicato il ritrovamento del corpo di Vittorio Arrigoni. La notizia è stata confermata da Haaretz e successivamente dall’ANSA.

“Trovato a Gaza il corpo di Arrigoni (ANSA)- GAZA, 15 APR -Il corpo di Vittorio Arrigoni, volontario e attivista italiano rapito ieri mattina, e’ stato trovato nella notte in una casa a Gaza. Lo hanno annunciato fonti della sicurezza di Hamas, aggiungendo che due uomini sono stati arrestati. Il giovane era stato sequestrato da un gruppuscolo salafita ultra-estremista. I rapitori lo avevano mostrato in un video finito su Youtube, minacciando di ucciderlo entro le 17 di oggi (le 16 in Italia), se Hamas non avesse liberato detenuti salafiti. La notizia del “rapimento” di Vittorio Arrigoni a Gaza da parte di un gruppo salafita è stata confermata da contatti avuti a Gaza. A Gaza si stanno muovendo governo, partiti e società civile per ottenerne la liberazione. E’ d’obbligo la massima cautela. E allo stesso il massimo di ottimismo.” Seguendo il poeta palestinese Mahmoud Darwish avevamo “coltivato la speranza”.

Vittorio Arrigoni è stato un non-eroe, mite e positivo, che ha percorso ogni luogo della Striscia di Gaza con la sua umanità densa e intensa.

Restiamo umani deve diventare il breviario di ogni attivista per i diritti umani.

Il suo nome si iscrive nel solco dei martiri palestinesi e degli internazionali come Rachel Corrie e Tom Hurndall, come i nove attivisti turchi uccisi dall’esercito israeliano sulla Mavi Marmara il 31 maggio 2010, tra i quali il giovanissimo Furkan Doğan.

A noi tutte/i il compito di non lasciar cadere la eredità umana, morale, culturale e politica di Vittorio.

La responsabilità morale e politica della sua morte è del governo israeliano e dei suoi complici non solo occidentali, tra i quali brilla per cinismo e servilismo il governo italiano.

Siamo colpiti, non tanto e non solo come attivisti dell’International Solidarity Movement, ma come donne e uomini di coscienza che sono dalla parte dei mondi offesi e dei popoli oppressi. Dalla parte dei diritti umani.

Ora dobbiamo unirci al dolore dei genitori e dei familiari.

Il silenzio deve caratterizzare il nostro cordoglio.

La determinazione a proseguire il nostro dovere.

Alfredo Tradardi – ISM-Italia” 

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