Parte dalla rete la campagna #salvaiciclisti

…che Bicipace non può che condividere e sottoscrivere…questo l’appello da inviare alle testate giornalistiche nazionali. In rete da Facebook a Twitter è già un successo!

Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Scarica qui la lista degli indirizzi mail.

Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa:

  1. piciclisti
  2. amicoinviaggio.it
  3.  34×26.wordpress.com
  4. rotalibra.wordpress.com
  5. frrfrc.blogspot.com
  6. wildpigs.it
  7. riky76omnium.wordpress.com
  8. bicizen.it
  9. urbancycling.it
  10. lastazionedellebiciclette.com
  11. rotafixa.it
  12. americancyclo.wordpress.com
  13. biciclettedecadence.blogspot.com
  14. mtb-forum.it
  15.  bdc-forum.it
  16.  lifeintravel.it
  17. milanonmybike.blogspot.com
  18. ditrafficosimuore.org
  19.  raggidistoria.com
  20. ediciclo.it
  21.  pedalopolis.org
  22. ciclomobilisti.it
  23. Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility
  24. casbahcicloclub.com
  25. ilikebike.org
  26. bikeride.it
  27. bicisnob.worldpress.com
  28. bicicebasta.com
  29. muoviequilibri.blogspot.com
  30. festinalente.ztl.eu
  31. rotazioni
  32. pisteciclabili.com
  33. ciclistilombardianonimi.blogspot.com
  34. ciclospazio.it
  35. areabici.blogspot.com

Verso la Perugia-Assisi: e venne finalmente la montagna….

Prime asperità per la spedizione ciclistica degli amici di Bicipace e Legambiente, dal Nordovest lombardo (Rho, Busto Arsizio, Valle Olona) ad Assisi, ( nella foto però, una foto della tappa a Ferrara…). Dopo la tappa di Cesena, che ha avuto per unici ostacoli il vento e il traffico pesante oggi la strada si è subito impennata e i nostri si sono immersi in paesaggi sereni e ariosi, ben lontani dalla frenesia della via Emilia o delle grandi capitali del divertimento estivo intorno a Rimini. Ci si è dovuti mettere “en danceuse”, come dicono i francesi, in piedi a spingere sui pedali, per avere ragione di strappi maligni, con pendenza che, riporta l’amico Simone, raggiungevano persino il 18%: sempre su strade provinciali o comunque secondarie, con scarso traffico e bei panorami di poggi ancora verdissimi, di frutteti, campicelli di mais in via di raccolta, arature recenti, boschi baciati dal sole che, stavolta senza vento, ha salutato una giornata ideale per l’esercizio fisico all’aria aperta.
Numerose salite e discese, come numerosi sono stti i borghi attraversati nei 75 tosti chilometri di oggi: tra questi hanno colpito i nostri pedalatori Monteleone, Sant’Agata, ma anche Petrella Guidi dove una targa ricorda il grande regista Federico Fellini e la moglie Giulietta Masina, compagna d’arte e di vita. Terre per cuori sensibili, come quello pieno di fantasia e miti di Fellini, o quello setimentale e lirico di Giovanni Pascoli, poeta degli affetti familiari e dell’intimità nell’Italietta giolittiana che si affacciava al mondo. Ma queste sono anche le strade, almeno nei primi chilometri di oggi, della Nove Colli, la famosa ciclomaratona di granfondo che attrae migliaia di partecipanti ogni anno.
Pausa pranzo presso un colle già teatro più volte di passaggi del Giro d’Italia, poi giù per la Valmarecchia, dove si trovano gli unici Comuni d’Italia recentemente riusciti nell’impresa di cambiare regione. Infatti l’alta valle faceva parte delle Marche, ma, esperiti tutti i vari passaggi burocratici e politici, con non poco dispiacere di Ancona è saltata sul carro di Bologna. Scelta logica, tanto più che la gente, da queste parti, è assolutamente romagnola per lingua… e ospitalità (senza nulla togliere a quella, eccellente, dei marchigiani, giustamente orgogliosi della loro terra).
Il gruppo dei bicipacifisti si sfilacciava, severamente selezionato da rampe tipo garage fra panorami da quadro rinascimentale, classicamente italiani, dominati dalle rocche arcigne di San Leo, antica prigione papalina (“un sol Pèpa, un sol Dè, un sol Fort d’ san Lè” dicevano i romagnoli) e San Marino. Mal di gambe? No grazie: tutti in grande forma dopo le tappe di pianura, “preparazione” eccellente. Salita finale a Pennabilli dove l’ostello, moderno e accogliente, attendeva la comitiva per un riposo più che mai necessario.

Anche perchè domani si sale ancora, e non poco: c’è da valicare subito il Carpegna, a quota mille metri. Poi si attraverseranno le Marche, fra i colli del Montefeltro, storico ducato, per approdare infine a Gubbio, porta dell’Umbria. E per prepararsi, non c’è di meglio che cenare: a a suon di tortellini, tagliatelle e arrosti. Carboidrati e proteine che domani serviranno, annaffiati ovviamente dal Sangiovese, che fa buon sangue. Da aggiungere infine che in giornata sono arrivati da Vanzaghello quattro nuovi “moschettieri” del pedale, a rinforzare la pattuglia “Busto e dintorni”.

Verso la Perugia-Assisi. Romagna: arte, natura, traffico pesante

Bella giornata di sole oggi, martedì 20 settembre, per i ciclisti di Bicipace e Legambiente che dalla Valle Olona e da Rho si stanno dirigendo ad Assisi per la Marcia della Pace. Niente pioggia, nonostante i nuvoloni minacciosi del primo mattino a Ferrara: anzi un sole che ha causato qualche scottatura, e tanto vento, quasi sempre contrario, a ostacolare la marcia dei pedalatori verso Cesena, mentre in cielo sfilavano veloci bianchi fiocchi sospinti dalle correnti in quota.
Il via alle 8,30, e subito sulla strada principale verso Argenta, dove si è dovuto cambiare itinerario, verificata l’eccessiva pericolosità della statale, stretta e strozzata da un traffico pesante e senza riguardi per la circolazione “slow”, a dispetto dell’altrimenti buona fama della regione Emilia-Romagna per l’uso delle due ruote. I vari Flavio, Carlo, Simone, pur abituati alle strade non certo sgombre del Varesotto, di Busto Arsizio e della valle Olona, concordano: “queste statali sono pericolose. Non c’è la minima attenzione per la mobilità lenta. Anche laddove le piste ciclabili, spesso anche belle, esistono, non sono segnalate, o collegate fra loro. Chi arriva da fuori come può sapere come muoversi?” E così, via di percorsi alternativi attraverso quell’ultimo spicchio di pianura padana, la Romagna, divisi in due gruppi. Uno è andato verso le valli di Comacchio, affascinanti specchi d’acqua, unico resto dell’immensa Valle Padusa che fino a quattro secoli or sono ricopriva tutta la riva sud del Po di acquitrini, stagni, paludi, fossi, rendendo raggiungibili in barca persino città come Modena (!), poi bonificate dalla fine del Settecento con un lungo lavoro durato un secolo e mezzo. Le Valli di Comacchio sono un ambiente unico, ricco di saporite anguille e di uccelli migratori (aironi soprattutto), fatto di tenui colori e riflessi, con un volto diverso ad ogni stagione, che imperino la nebbia o un sole africano.
Dopo questa tappa naturalistica, il gruppo degli “impaludati” si è poi diretto a Ravenna, dove, quasi stretti fra le torri della petrolchimica e le gru del porto, figurano monumenti antichissimi e insigni come il Mausoleo di Teodorico, l’astuto, feroce e capace re dei Goti che per molti fu l’ultimo vero sovrano “romano” d’Occidente; quello di Galla Placidia, principessa contesa e donna di potere al tramonto di una civiltà; e Sant’Apollinare, gioiello di quei bizantini che con una guerra rovinosa duranta vent’anni schiacciarono il regno goto piombando l’Italia nel Medioevo.
Il secondo gruppo di ciclisti ha scelto una strada più diretta e interna verso la meta attraverso le fertili campagne romagnole, passando per Lugo e trovando il solito, intensissimo traffico e una certa scarsità di percorsi alternativi per raggiungere Cesena.
Come sia, l’arrivo per tutti è stato intorno alle 17, e se la zona industriale non prometteva nulla di buono, il centro città è stato una piacevole scoperta. Aperitivo in piazza del Popolo, in attesa di raggiungere la meta serale per cena e pernottamento. Si tratta del convento dei frati cappuccini, situato in posizione panoramica con magnifica vista sul tramonto che scendeva a stendere il suo velo di fiamma e turchese su tutta la Romagna. “Un luogo paradisiaco” ci dice Flavio, che “rilassa cuore e mente, ricaricandoci in vista della tappa di domani” che prevede le prime montagne, con l’arrivo a Pennabilli, ai piedi di quel Carpegna caro alla memoria dell’indimenticabile campione del pedale, romagnolo per eccellenza, Marco Pantani. Che riposa non lontano da qui, nella sua Cesenatico.

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