In bici per la pace: il caldo abbraccio dell’Umbria

Ci siamo. Dopo circa 750 chilometri sui pedali in sei giorni, è giunta a destinazione la pattuglia cicloturistica di Bicipace e Legambiente che, partita da Rho, da Busto Arsizio, da Vanzaghello e dalla Valle Olona, si è diretta ad Assisi per la Marcia della Pace di domenica prossima, 25 settembre. Un po’ stanchezza e di mal di gambe, alla fine: è comprensibile dopo tanta strada e due tappe impegnative nei giorni precedenti.
Molto caldo oggi, venerdì, e giornata “più da pennichella che da pedalata”, in un clima quasi da ultimo giorno di scuola. “Solo” una cinquantina di chilometri, da Gubbio a Bastia Umbra, fatti ad andatura decisamente turistica, “slow”, quasi a voler procrastinare l’arrivo, e con esso la fine di un’esperienza importante. Da Gubbio, superato un basso colle, si è poi scesi verso la zona di Perugia e il Tevere. Un percorso quasi meditativo, nel verde e nel caldo fattosi nuovamente estivo, con la consapevolezza agrodolce della fine del viaggio e della fatica di pedalare.

A mezzogiorno il gruppo ha raggiunto con tutto comodo la fiera di Bastia Umbra, dove il Tavolo della Pace che sta tenendo un meeting con mille giovani. “Ci siamo registrati come Bicipace e abbiamo ascoltato alcuni interventi” racocnta Flavio Castiglioni. “Il clima è frizzante, piacevolissimo, con tanti ragazzi, un’aria di cambiamento e di impegno da parte di chi prende con sincerità e voglia di portarlo avanti il messaggio pacifista. Questo ci stimola a portarci dietro l’esperienza positiva di questo viaggio e ad andare avanti anche sul nostro territorio”.
Nel pomeriggio sarà ora del meritato relax – in vista un aperitivo ad Assisi all’ombra delle basiliche. Domani, sabato, di nuovo a Bastia Umbra, sede di partenza della Marcia, i ciclopacifisti giunti da un po’ tutta Italia terranno un ritrovo generale cui i nostri, ovviamente, parteciperanno.
Da stasera e per due notti il gruppo pernotterà comodamente in albergo a Rivotorto, vicino alla chiesa di San Damiano. Assisi è lì, protetta dal Subasio: la sera, vista da lontano, si accende come un presepe, con la montagna a farle da “grotta” su uno sfondo di stelle.

 

 

Grazie a Saltabeccando74, autore di tutti i post di questa avventura.

 

Verso la Perugia-Assisi: e venne finalmente la montagna….

Prime asperità per la spedizione ciclistica degli amici di Bicipace e Legambiente, dal Nordovest lombardo (Rho, Busto Arsizio, Valle Olona) ad Assisi, ( nella foto però, una foto della tappa a Ferrara…). Dopo la tappa di Cesena, che ha avuto per unici ostacoli il vento e il traffico pesante oggi la strada si è subito impennata e i nostri si sono immersi in paesaggi sereni e ariosi, ben lontani dalla frenesia della via Emilia o delle grandi capitali del divertimento estivo intorno a Rimini. Ci si è dovuti mettere “en danceuse”, come dicono i francesi, in piedi a spingere sui pedali, per avere ragione di strappi maligni, con pendenza che, riporta l’amico Simone, raggiungevano persino il 18%: sempre su strade provinciali o comunque secondarie, con scarso traffico e bei panorami di poggi ancora verdissimi, di frutteti, campicelli di mais in via di raccolta, arature recenti, boschi baciati dal sole che, stavolta senza vento, ha salutato una giornata ideale per l’esercizio fisico all’aria aperta.
Numerose salite e discese, come numerosi sono stti i borghi attraversati nei 75 tosti chilometri di oggi: tra questi hanno colpito i nostri pedalatori Monteleone, Sant’Agata, ma anche Petrella Guidi dove una targa ricorda il grande regista Federico Fellini e la moglie Giulietta Masina, compagna d’arte e di vita. Terre per cuori sensibili, come quello pieno di fantasia e miti di Fellini, o quello setimentale e lirico di Giovanni Pascoli, poeta degli affetti familiari e dell’intimità nell’Italietta giolittiana che si affacciava al mondo. Ma queste sono anche le strade, almeno nei primi chilometri di oggi, della Nove Colli, la famosa ciclomaratona di granfondo che attrae migliaia di partecipanti ogni anno.
Pausa pranzo presso un colle già teatro più volte di passaggi del Giro d’Italia, poi giù per la Valmarecchia, dove si trovano gli unici Comuni d’Italia recentemente riusciti nell’impresa di cambiare regione. Infatti l’alta valle faceva parte delle Marche, ma, esperiti tutti i vari passaggi burocratici e politici, con non poco dispiacere di Ancona è saltata sul carro di Bologna. Scelta logica, tanto più che la gente, da queste parti, è assolutamente romagnola per lingua… e ospitalità (senza nulla togliere a quella, eccellente, dei marchigiani, giustamente orgogliosi della loro terra).
Il gruppo dei bicipacifisti si sfilacciava, severamente selezionato da rampe tipo garage fra panorami da quadro rinascimentale, classicamente italiani, dominati dalle rocche arcigne di San Leo, antica prigione papalina (“un sol Pèpa, un sol Dè, un sol Fort d’ san Lè” dicevano i romagnoli) e San Marino. Mal di gambe? No grazie: tutti in grande forma dopo le tappe di pianura, “preparazione” eccellente. Salita finale a Pennabilli dove l’ostello, moderno e accogliente, attendeva la comitiva per un riposo più che mai necessario.

Anche perchè domani si sale ancora, e non poco: c’è da valicare subito il Carpegna, a quota mille metri. Poi si attraverseranno le Marche, fra i colli del Montefeltro, storico ducato, per approdare infine a Gubbio, porta dell’Umbria. E per prepararsi, non c’è di meglio che cenare: a a suon di tortellini, tagliatelle e arrosti. Carboidrati e proteine che domani serviranno, annaffiati ovviamente dal Sangiovese, che fa buon sangue. Da aggiungere infine che in giornata sono arrivati da Vanzaghello quattro nuovi “moschettieri” del pedale, a rinforzare la pattuglia “Busto e dintorni”.

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